Metodologia Flipped tra sistemica inclusione e prospettive didattico-assertive

Tonia De Giuseppe, Felice Corona

Abstract


Il concetto di inclusione, incentrato sul valore dello sviluppo, quale processo sistemico contestuale, viene declinato nella logica didattica del capovolgimento propria della flipped classroom (Bergman et al., 2011) che, incentrata sul superamento della didattica trasmissiva lineare, attua un ribaltamento
di ruoli e tempi dell’azione educativa. La ricerca sperimentale (Dewey,1961),dal titolo: “La flipped inclusion, tra impianto teoretico e sperimentale dell’aula aumentata”, in atto presso l’Università di Salerno, partendo dall’analisi sia delle problematiche connesse alla crossmediale e globale (Beck, 2000a) società liquida (Bauman, 2003a), sia delle emergenze sociali di uno sviluppo ecologico/sistemico (Bronfenbrenner, 2002), si sofferma sui bisogni formativo-educativo di inclusive teaching methodology ed sul valore della formazione, quale “fenomenologia dell’evoluzione esistenziale nella distinzione dei rapporti tra educazione formale, non formale, informale”(Margiotta, 2014a, p.
125). Si colloca nella tipologia di ricerca, descrittivo-trasformativa (Cox et al., 2011) e si articola su due tipologie di contesto: generale e situazionale, per una descrizione ed una riflessione critica relativa alle tras-formazioni individuali e sociali generate da un agire didattiche capovolto e non lineare.
Ad oggi i dati di ricerca avvalorano l’importanza dell’incidenza didattica e delle progettazione d’empowerment di sistema integrato educante (Hawks, 1992), nella promozione tras-formativa sociocontestuale, in prospettiva ecologico-inclusiva, attraverso percorsi di consapevolezza identitaria, condivisione di valori e connessione emotivo-assertiva.


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