Il ruolo del corpo nella didattica: Riflessioni scientifiche ed aree di applicazione

Francesco Peluso Cassese, Giulia Torregiani, Luisa Bonfiglio

Abstract


Lo scopo di questo studio è di sottolineare l’importanza della corporeità nella didattica.
La neurodidattica identifica il rapporto tra i processi interni e le dinamiche del movimento corporeo, il quale identifica un’amplificazione migliorativa dell’apprendimento in visione della plasticità cerebrale, dando un importante contributo ad una prospettiva didattica e disciplinare mettendo in risalto l’importanza dell’acquisizione della conoscenza attraverso nuove modalità
di intendere l’ambiente, l’organizzazione scolastica e nuove considerazioni nei confronti dei soggetti nel suo essere docenti e discenti.
Le attività corporeo-manipolative infatti hanno costituito uno dei fondamenti della posizione attivista che, nella prima metà del Novecento, aveva creato nuovi scenari per la didattica, ispirandosi sempre più a modelli di apprendimento che valorizzassero la naturale disposizione del bambino “al fare”, riconoscendo nel movimento e nell’azione una funzione propedeutica per lo sviluppo del pensiero.
In tale ottica il nostro interesse è quello di destrutturare l’attuale scuola ferma e limitata ad obiettivi, applicando una didattica globale, dinamica ed esperenziale che consideri l’educazione nel suo significato etimologico stimolando la possibilità di sviluppare capacità individuali considerando le risorse di ogni studente, motivandolo a liberare la propria mente creativa aprendola alla curiosità ed alla scoperta di nuove conoscenze recepite con la totalità del corpo.


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