Interpretare la differenza per progettare l’inclusione a scuola

Stefano Salmieri

Abstract


Dinanzi a trasformazioni prodotte da logiche economiche e non da processi
di critica emancipazione, è indispensabile in educazione consolidare
l’approccio ermeneutico per garantire una effettiva tutela delle differenze,
per incentivare il pensiero divergente e per incrementare i percorsi di
democrazia nell’agire pedagogico. Un orizzonte di senso non più dogmatico,
allora, farà da sfondo ad una nuova paideia; così il paradigma della differenza
può diventare chiave di lettura di un presente che non vuole cancellare
il passato e ambisce, in nome di una crescita condivisa, a costruire il
futuro attraverso un dialogo partecipato e partecipante. Si tratta di una dialettica
all’interno di galassie nelle quali però i singoli universi non dovranno
perdere la loro specificità. Gli universi della differenza per la nuova
paideia sono, infatti, luoghi della e per la comprensione. La scuola, allora,
ha l’obbligo di promuovere la convivenza, la solidarietà e la cittadinanza attiva
come strategie per l’inclusione e per il superamento di ogni possibile
sperequazione.


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