Sostenibilità e partecipazione: una sfida educativa

Maria Grazia Riva

Abstract


L’educazione alla sostenibilità e alla partecipazione “sostenibile’’ ha bisogno di una cultura che la fondi. Questo vale per i vari ambiti dello sviluppo sostenibile: ambientale, economico, sociale. Nel 1987 il Rapporto Brundtland definisce lo sviluppo sostenibile come quello “sviluppo capace di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli delle generazioni future’’. Base fondamentale di questa cultura della sostenibilità è una concezione non individualistica e non privatistica dei saperi, delle azioni sociali, della progettazione. La cultura – necessaria perché la sostenibilità si realizzi – si deve fondare su una idea di ‘’cura’’ dei beni sociali comuni.
Per questo, la sostenibilità si può veramente affermare solo attraverso la “partecipazione”. Tuttavia, a volte c’è stata una facciata di partecipazione mentre sotto la superficie si agitava tutt’altro.
Si tratta dunque di sostenere la necessità di una reale e praticabile “partecipazione sostenibile”. È la partecipazione stessa, cioè, che deve essere ripensata in chiave di sostenibilità, proprio perché è alla base, secondo un circolo virtuoso, della possibilità che la sostenibilità nei suoi vari ambiti economico, ambientale, sociale si possa, nel tempo, realizzare.
La partecipazione appare essere fondamentale per l’educazione alla sostenibilità. E dunque vi è la necessità di un’educazione alla “partecipazione sostenibile”.


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