Il valore sociale e formativo delle professioni educative

Umberto Margiotta

Abstract


La proposta di legge che, nel nostro Paese, interessa circa 150 mila educatori e pedagogisti costituisce un’occasione decisiva per la Pedagogia di dimostrare come le professioni educative siano oggi al centro delle trasformazioni che interessano l’agire individuale e collettivo.
Il saggio prende le mosse dalla considerazione che il lavoro educativo non é riducibile al lavoro sociale, ma esso comprende ed evolve in specifico e particolare. Il lavoro educativo, infatti è anche lavoro sociale, ma in conseguenza del fatto che esso genera forme di vita.
Perciò esso accompagna certo (ma non dipende da) l’evoluzione dei bisogni umani e sociali; perché l’apprendimento anticipa lo sviluppo; e dunque l’educazione e la formazione sono i dispositivi morfogenetici, ricorsivi e riflessivi che accompagnano, direzionano e qualificano l’innovazione stessa attraverso le scelte dell’anthropos. In questa prospettiva la formatività del lavoro educativo si qualifica come possibilità di dare e prendere forma-azione a partire dalle energie e dalle potenzialità che l’insieme dei legami mette a disposizione, generando così non solo prodotti e risultati, ma sentieri di sviluppo, libertà e invenzione.
In questo modo il lavoro educativo diventa il motore della realizzabilità del potenziale antropologico correlato alla struttura dell’uomo e alla generatività dell’intersoggettività che si esprime tanto nel contesto lavorativo che sociale.


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