Riflessioni clinico-pedagogiche sulle soft skills nei percorsi formativi per le professioni educative

Maria Grazia Riva

Abstract


La questione delle competenze trasversali e delle soft skills per le professioni, richieste sia dall’Europa sia dal mondo produttivo, è esplosa. Nel 2016, la Commissione Europea ha emanato una nuova Skills Agenda for Europe, che enfatizza la centralità delle competenze, specialmente quelle digitali e connesse alla imprenditorialità, intese come precondizioni per l’occupazione e l’innovazione nella società e nell’economia digitale.
In Italia, è stata proposta una specifica legge relativa alle competenze dell’educatore e del pedagogista. Il grande rischio che si può vedere nel modello europeo, da un punto di vista critico e clinico, risiede nell’ingegnerizzazione dei flussi e dei processi esistenziali che si pretende di controllare con la razionalità. La specificità delle competenze trasversali e delle soft skills delle professioni educative, che approcciano con intenzionalità pedagogica e progettazione educativa tutte le età e i contesti del corso dell’esistenza umana, deve essere sottolineata. Pertanto, i percorsi formativi per la formazione di queste professioni richiede una urgente trasformazione del dispositivo pedagogico, del setting di apprendimento, dei modelli educativi e delle pratiche didattiche proposte
agli studenti dai docenti e dalle organizzazioni universitarie.


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