Il lavoro delle donne immigrate, tra cura e sfruttamento: tate, colf e badanti

Rosita Deluigi

Abstract


La questione della cura familiare ha da sempre trovato i suoi “naturali” custodi nel
genere femminile, “portato” ad accudire i soggetti fragili della famiglia, ad occuparsi in modo gratuito e “per propensione” di questo ambito. Nel sistema italiano, però, qualcosa non funziona più. Le trasformazioni familiari richiedono nuovi spazi e tempi di cura che spesso vengono delegati a donne immigrate: tate, colf e badanti.
Un fenomeno in continua crescita che porta con sé luci e ombre. Tra welfare inefficaci e traiettorie migratorie, si generano occasioni e scelte forzate, interdipendenze e lontananze, spazi di benessere e di disuguaglianze su cui occorre interrogarsi e agire.
Interrogativi forti per una pedagogia che non può fare a meno di intervenire negli
odierni sistemi complessi.


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