Regolazione emotiva e distorsioni cognitive: un confronto tra adolescenti autori di reato e controlli

Grazia De Angelis, Mirella Dragone, Dario Bacchini

Abstract


L’obiettivo dello studio è stato quello di indagare l’associazione tra condotte delinquenziali in età giovanile da un lato, e
abilità di regolazione delle emozioni di rabbia e tristezza e propensione a ricorrere a distorsioni cognitive di auto-giustificazione
(self-serving cognitive distortions; DC) dall’altro. Settantanove soggetti autori di reato, di genere maschile, detenuti
presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Airola, o sotto diretta sorveglianza del Tribunale per i Minorenni e 242 studenti
maschi, iscritti alla scuola secondaria di secondo grado mai coinvolti in problemi con la giustizia, hanno partecipato allo
studio. Ai partecipanti è stato somministrato un questionario per la valutazione delle capacità di regolazione emotiva di rabbia
e tristezza e un questionario per la valutazione delle DC. I risultati hanno evidenziato che gli autori di reato presentavano
punteggi più elevati di DC, nonché di coping efficace e inibizione della tristezza. Per comprendere i nessi che legano regolazione
emotiva, DC e condotta delinquenziale, è stato testato un modello di equazioni strutturali, da cui è emerso che la
tendenza ad utilizzare determinate modalità disadattive di regolazione della rabbia è associata ad un maggiore ricorso alle
DC che, a loro volta, rappresentano un predittore prossimale, altamente significativo, della condotta delinquenziale. I risultati
dello studio aprono nuove prospettive in ambito criminologico, mettendo in luce l’effetto congiunto di aspetti emotivi e
cognitivi sul coinvolgimento in condotte delinquenziali in età giovanile.


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