«Jigsaw feeling»: diagnosi categoriale, elemento dimensionale e valutazione funzionale nell’analisi psichiatrico-forense in tema di psicosi

Valentina Casetti, Mattia Celva, Ermanno Arreghini

Abstract


Gli autori, dopo aver accennato allo sviluppo storico del concetto di psicosi e di come questo termine abbia determinato un costrutto psicopatologico di difficile definizione, sia sul piano clinico sia su quello diagnostico, ne tratteggiano l’assetto che emerge dall’attuale ricerca nel campo dei criteri diagnostici dimensionali.
Si propone quindi una riflessione intesa alla valutazione dell’incidenza della psicosi sull’imputabilità, suggerendosi in tale ottica – quanto al primo momento del procedimento peritale (nosografico-psicopatologico) – una valorizzazione delle otto principali dimensioni che caratterizzano il dominio della psicosi secondo gli studi più recenti.
Riconoscendo poi come il fulcro essenziale e prioritario dell’indagine sul vizio di mente risieda nell’esame funzionale volto ad accertare il nesso eziologico tra disturbo e fatto sotto il profilo del “significato d’infermità” dell’atto, gli autori ritengono che – nell’ottica di un approccio clinico integrato – la valutazione categoriale, svolta anche alla luce del dato dimensionale, possa a tal fine essere correlata con la presenza o meno di coscienza nucleare e/o estesa.
Vengono infine presentati alcuni casi concreti, corredati da figure che vorrebbero rappresentare una sorta di diagramma valutativo per permettere una più cogente analisi del momento attributivo del procedimento peritale.


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