Il perito e lo straniero

Isabella Merzagora, Guido Travaini, Silvia Pizzoli, Palmina Caruso

Abstract


Il contributo ha lo scopo di analizzare i problemi e le prassi dell’accertamento dell’imputabilità su soggetti stranieri.
Non solo gli “strumenti” di cui si avvale l’accertamento in ambito psicopatologico-forense (colloquio e test) dipendono dal linguaggio e dalla cultura, ma il concetto stesso di capacità di intendere e di volere è in gran parte culturalmente connotato e lo è persino la psicopatologia, tanto che il DSM 5 riserva una parte specifica all’inquadramento culturale nella diagnosi.
All’interno di un campione di 51 perizie sull’imputabilità effettuate su stranieri tra il 1975 ed il 2015, gli autori valutano se e in che misura i professionisti si siano preoccupati di tenere conto del fattore culturale nella valutazione peritale, anche per quanto concerne l’utilizzo di tecniche psicodiagnostiche.
Dall’analisi effettuata, emergono alcune difficoltà e talora una sostanziale carenza di attenzione per la cultura di appartenenza del periziando, solo raramente valutata e soppesata.


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