Incidenza e fattori di rischio per disturbi psicotici nelle popolazioni migranti in Europa: una meta-analisi di studi trasversali

Anna Coluccia, Fabio Ferretti, Andrea Fagiolini, Andrea Pozza

Abstract


Evidenze sempre più consistenti suggeriscono maggior incidenza di psicosi nelle popolazioni migranti rispetto a quelle
native. Attualmente, non è stata condotta una meta-analisi su questo fenomeno limitatamente al territorio europeo.
Attraverso l’utilizzo di tecniche meta-analitiche, il presente studio ha l’obiettivo di fornire una sintesi quantitativa delle evidenze
emerse sull’incidenza e su alcuni fattori di rischio di psicosi nelle popolazioni migranti in Europa. È stato indagato il
ruolo moderatore del rischio svolto da: (a) status generazionale confrontando studi su migranti di prima e di seconda generazione,
(b) gruppo etnico di appartenenza, confrontando studi su migranti di etnia caucasica, di etnia nera e asiatica.
È stata condotta una ricerca sistematica attraverso l’utilizzo dei database PubMed e PsycInfo (1966- 2013). Gli studi sono
stati inclusi se: (a) condotti secondo un disegno trasversale, avevano confrontato il rischio di psicosi in migranti in Europa
con quello di popolazioni native, (b) le diagnosi di psicosi erano state formulate secondo criteri internazionali (eg, DSMIV-
TR). Quattordici studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione.
I risultati hanno evidenziato un rischio di psicosi significativamente più elevato per i migranti rispetto ai nativi [RR= 2.51,
p<.001]. Non è emersa una differenza significativa nell’incidenza di psicosi tra migranti di prima e seconda generazione
[Q(1)= 1.57, p= 0.21]. Il sottogruppo di migranti di origine nera ha mostrato un rischio significativamente più elevato
rispetto a quelli di origine caucasica o asiatica [Q(2)= 72.29, p< 0.001].
Vengono discusse possibili spiegazioni teoriche e implicazioni in termini di interventi di policy-making.


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